Nutrizione e Cardiologia

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Nutrizione e Cardiologia 2017-07-13T11:35:14+00:00

Project Description

Nutrizione e Cardiologia

La rilevanza sociale e sanitaria delle malattie cardiovascolari è ben nota: esse rappresentano una delle prime cause di invalidità e di morte, e sono responsabili, complessivamente, di circa 18 milioni di decessi, ogni anno, nel mondo. Queste malattie costituiranno un grave problema anche nei prossimi decenni: secondo un recente documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’importanza delle malattie ischemiche di cuore e delle malattie cerebrovascolari come l’ictus tenderà ad aumentare ulteriormente, da qui al 2030, tra le cause di disabilità e di morte.

E’ d’altra parte difficile immaginare che l’incidenza di queste malattie possa ridursi, a livello mondiale, se si osserva l’andamento dei fattori di rischio che ne anticipano e ne facilitano la comparsa. La prevalenza del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione mondiale, per esempio, è in rapida crescita, e nel nostro Paese interessa ormai quasi il 50% della popolazione. Analoga è la situazione per quanto concerne l’ipercolesterolemia: l’Europa (compresa l’Italia) è, da questo punto di vista, nella condizione peggiore, e ben il 60% della popolazione totale ha valori elevati o eccessivi di questo parametro biochimico.

Complessivamente, la situazione della prevenzione cardiovascolare nel nostro paese è deludente: con una prevalenza del fumo di sigaretta compresa tra il 28 ed il 38%, una prevalenza di sovrappeso/obesità tra il 50 ed il 60%, di alterazioni del profilo lipidico (essenzialmente ipercolesterolemia) che riguarda oltre il 60% della popolazione. Tutto ciò è inoltre combinato con un’insufficiente attività fisica in oltre un soggetto su due (il 50-60% della popolazione).
La cosiddetta strategia di popolazione suggerisce che è importante ridurre sia la frequenza di questi fattori di rischio nella popolazione e sia la gravità delle loro alterazioni, attraverso adeguate strategie di intervento: ed un’alimentazione adeguata può svolgere, in proposito, un ruolo cruciale. Se si valuta per esempio la correlazione tra vari fattori di rischio e la mortalità a livello mondiale, si può osservare che ben nove, tra i primi 20 fattori di rischio di mortalità, sono collegati ad aspetti o effetti della nutrizione stessa (sottopeso, sovrappeso, carenza di specifiche vitamine, aumento del tasso di colesterolo o dei valori della pressione arteriosa).

Ma illuminanti a questo proposito sono soprattutto i risultati dello studio Interheart, condotto in 52 paesi del mondo, e che ha definito con precisione, nel 2004, i fattori di rischio ed i fattori protettivi nei riguardi delle malattie cardiovascolari come l’infarto. Dallo studio emerge chiaramente come gli unici fattori protettivi identificati fossero legati all’alimentazione ed allo stile di vita: un adeguato apporto di frutta e di vegetali, un moderato consumo di alcool, un buon livello di attività fisica. Autorevoli linee guida relative alla prevenzione cardiovascolare (come quelle della Società europea di Cardiologia del 2007 e le linee guida dell’American Heart Association), alla luce di queste evidenze, forniscono indicazioni precise su come sia opportuno alimentarsi per ridurre il rischio cardiovascolare; alcune di queste indicazioni toccano opportunamente anche temi di carattere pratico, come la scelta di specifici alimenti e delle loro modalità di preparazione e consumo; in generale queste linee guida fanno riferimento ad un adeguato consumo di pesce, ad una dieta ricca in frutta e vegetali, alla scelta preferenziale di alimenti ricchi di carboidrati complessi e di fibra (es. alimenti integrali), al consumo di vino con moderazione durante pasti, alla preferenza da accordare agli oli vegetali (es. oliva, mais).

In un’ottica di prevenzione è importante chiedersi se rivesta maggiore importanza il consumo dei singoli alimenti o invece il modello alimentare complessivo: e molti dei dati raccolti negli ultimi anni 7 suggeriscono che sia più la dieta nel suo complesso, e specificamente il modello dietetico mediterraneo, a giocare un ruolo di rilievo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nella riduzione della mortalità per tutte le cause. Tra i soggetti con un’elevata aderenza al modello mediterraneo si osserva infatti una riduzione di circa un terzo della mortalità per qualunque causa rispetto ai soggetti con bassa aderenza al modello stesso.
Ma qual è la situazione dei pattern alimentari prevalenti nel nostro Paese? Sulla base dei dati disponibili è purtroppo doveroso concludere che la situazione è ben lontana dall’essere ottimale.

Responsabili del percorso

Dott. Francesco Melis
Altre figure:
Dott. Filippo Corsi
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